Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 11/02/2021

L’INFLAZIONE USA NON AIUTA IL DOLLARO

L’inflazione Usa, pubblicata ieri nel primo pomeriggio, un dato che avrebbe potuto rappresentare la riscossa del biglietto verde, ha deluso le aspettative, mettendo ulteriormente pressione alla divisa americana. Tecnicamente siamo ancora in una fase di espansione di un rialzo di Eur, Gbp, Aud, Nzd Cad e Chf, con il solo Jpy che resta meno forte di queste valute rispetto a quella americana. L’EurUsd naviga in prossimità delle resistenze chiave poste a 1.2180 e potrebbe anche cercarne la violazione con 1.2220-30 successivo livello di resistenza. A spingere i prezzi è la sterlina che ha superato 1.3800 e resta in prossimità della resistenza chiave a 1.3860, la cui rottura potrebbe aprire le porte al test della soglia psicologica di 1.4000 che non vedevamo dal 2018. Ma la debolezza del dollaro è evidente anche nei confronti delle oceaniche, in prossimità dei livelli chiave a 0.7810 e 0.7300 su Aud e Nzd rispettivamente. Si tratta di livelli che non sarà facile rompere, questo sembra chiaro, ma è altrettanto vero che per ora le correzioni sono state blande e poco significative ed è questo che va osservato ora, l’entità della eventuale reazione della divisa americana, per poterne decretare la fine del trend ribassista. Se osserviamo il tutto da un punto di vista macro, dobbiamo ammettere che gli stimoli fiscali proposti dalla amministrazione che si è appena insediata al governo, potrebbero, nel medio termine significare una ripresa economica anticipata e superiore a quella degli altri paesi, questo è innegabile, ma per ora ciò si traduce in nuova liquidità da investire nei mercati azionari, alimentati da un continuo flusso di denaro e nuovi massimi che si registrano ogni giorno. I tre principali indici non sembrano dare spazio ad alcun ribasso se non a mere correzioni. In ogni caso vedremo scendere le borse scendere solo quando assisteremo ad un cambiamento di politica monetaria da parte delle banche centrali, ovvero quando i tapering prenderanno il sopravvento e i Qe verranno accantonati. E i tempi non sono ancora maturi, considerato il fatto che la pandemia è ancora presente e non è stata definitivamente debellata. E se la correlazione rimane quella attuale, ovvero azionari che salgono e dollaro che scende contemporaneamente all’oro che sale, allora le speranze di vedere una ripresa strutturale della divisa Usa, non sono vicinissime in termini temporali. Ci dovremo accontentare di eventuali correzioni. Oggi è giornata di jobless claims, ovvero dei sussidi di disoccupazione settimanale mentre saranno interessati i dati inglesi di domani riguardanti il Pil, la bilancia commerciale, produzione industriale e manifatturiera, qualcosa che potrebbe muovere la sterlina anche in modo significativo.

Buona giornata e buon trading.

Saverio Berlinzani

 

 

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