Fase di congestione sul mercato dei cambi

Da due sedute a questa parte almeno si nota e percepisce il desiderio da parte degli investitori e dei trader di ritornare ad acquistare dollari, come valuta rifugio e in seguito ad un ribasso consistente che ha portato i principali prezzi degli asset tradizionali ma non solo, ai livelli pre Covid, ovvero quelli di fine dicembre scorso e inizio gennaio 2020 per le valute e di fine febbraio per i mercati azionari. Questa nuova realtà però si scontra drammaticamente con gli indici che salgono e che mostrano un mondo finanziario che fa sembrare che non sia successo nulla negli ultimi 6 mesi e che la pandemia non sia mai esistita. La maggior parte dei listini azionari del primo mondo, si trova a ridosso dei massimi storici precedenti, come il Dow Jones, a 27.450 contro un top fatto registrare ancora a febbraio di 29.540 o come l’S&P500 a 3220 contro un massimo sempre del 20 febbraio scorso a 3.394. Ma addirittura il Nasdaq ha superato il massimo precedente a 9.755 ed ha toccato quota 10.000 superandolo.

Anche il Dax si trova a ridosso dei massimi e questi livelli certamente sono spiegabili con l’enorme massa di liquidità che le banche centrali hanno provveduto a distribuire a pioggia al sistema per evitarne il collasso, all’inizio della pandemia, quando si presentò il primo dei tre problemi che hanno afflitto gli investitori e il mondo reale all’inizio del 2020. Il primo era sostenere i mercati finanziari, ed è stato fatto, il secondo era cercare di tamponare la pandemia e anche in questo caso, l’obiettivo sembrerebbe non lontano e il terzo era quello di aiutare imprese e famiglie, quindi il mondo reale, ad uscire dalla enorme crisi economica che era prevedibile si generasse. E su questo tema, ovviamente, occorrerà più tempo, dato che la ripresa sarà lenta e incostante e potrebbe generare ancora il ritorno della paura nel caso di una seconda ondata che dovesse eventualmente ritornare. Ma nella correlazione classica attuale, ovvero borse in rialzo, dollaro in ribasso, vi sono necessariamente, dei momenti che dobbiamo definire, di pausa, nei quali potremmo assistere ad un allentamento di questo legame, e ieri è sembrato essere uno di questi, con una ripresa del biglietto verde dai minimi registrati il giorno precedente, mentre i mercati azionari venivano comunque acquistati come se non ci fosse un domani. Se dobbiamo infatti sperare di rivedere il dollaro salire in presenza della correlazione sopracitata, sembrerebbe logico mettersi il cuore in pace, in quanto non sembra possibile, almeno per il momento, un ribasso dei listini, nonostante la logica direbbe assolutamente il contrario, ovvero che i pericoli di trimestrali decisamente negative, oltre ai rischi derivanti da un futuro incerto nell’economia reale, dovrebbero invece far temere una estate e autunno caldi. Ma per ora, ad osservare la price action di tutti i giorni, sembrerebbe una utopia.

Sul Forex, dopo una seduta mattutina caratterizzata da acquisti di dollari, abbiamo assistito ad un ritorno prepotente delle altre valute nel pomeriggio, proprio perché con l’arrivo di Wall Street l’azionario ha ripreso a salire e macinare guadagni, e di conseguenza la correlazione di cui abbiamo parlato, è tornata prepotentemente in auge con Euro, Sterlina, Cad, e in parte Aud e Nzd, a spingere contro il biglietto verde. Sul fronte delle price action e dei livelli, non c’è molto da segnalare di più di quanto non abbiamo richiamato ieri, se non che l’EurJpy è il cross che ha corretto di più insieme ad AudJpy e NzdJpy, intorno al 2.5%. Rimaniamo comunque all’interno delle fasce di oscillazione, per tutti i cambi, tra i recenti massimi e i livelli che si sono visti ieri in tarda mattinata, in cui il dollaro sembrava dare segnali di ripresa. Siamo quindi in fase di congestione che, per le prossime sedute, potrebbe consentire di sfruttare le oscillazioni laterali in questi range. Da ricordare, sul fronte dati e notizie, che questa stasera ci sarà la riunione sui tassi della Fed, per cui sarà interessante, anche se le aspettative di tassi fermi è scontata, leggere il comunicato delle autorità monetarie per comprenderne il significato e leggere il programma di forward guidance da qui alle elezioni Usa del prossimo novembre, altro punto centrale di quest’anno.

 

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani