Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 09/11/2020

TERMINATE LE ELEZIONI SI PENSA AGLI STIMOLI FISCALI

Le elezioni americane sono terminate, o forse non ancora, ma è certo che un primo risultato lo hanno sentenziato. Trump ha perso e Joe Biden ha vinto. Poi vedremo come andrà a finire la battaglia legale che presumibilmente ci sarà, ma per ora il fatto è la vittoria del candidato democratico. Il punto di svolta c’è stato quando il Wisconsin ha visto Biden passare in testa, ed in seguito anche il Michigan e la Pennsylvania, nei conteggi dei voti postali, che poi saranno probabilmente oggetto del contenzioso che si aprirà. Il mercato dei cambi ha reagito vendendo dollari, seguendo anche l’andamento del mercato azionario che sale come se non ci fosse un domani, mentre sulle valute viviamo una sorta di discesa del biglietto verde che sembra alimentata dalla speranza che ora, a guerra terminata, democratici e repubblicani si mettano intorno ad un tavolo e trovino una soluzione condivisa sugli stimoli fiscali. Ricordiamo anche che il Senato Usa è rimasto in mano ai repubblicani che ora faranno leva su questi numeri per rendere la vita più difficile al neo eletto Presidente. Il dollaro quindi scende perché sale la borsa e sale l’oro, ma ci sono realmente motivi per festeggiare? La vittoria, grazie al sistema dei grandi elettori, pare più netta di quanto ci si potesse attendere a metà spoglio, ma è altrettanto vero che i sondaggi parlavano di maggioranza schiacciante, con Senato e Camera ai democratici, i quali tra l’altro sembrano anche spaccati al loro interno, tra i radicali e i moderati. Vedremo quel che accadrà, certo è che Trump pare aver fallito soprattutto nella gestione della pandemia. L’analisi impietosa che propone Dario Fabbri, Giornalista e Consigliere scientifico della rivista Limes, è cristallina quando afferma che “gli Usa hanno rinunciato per 4 anni al proprio ruolo di imperialisti, posizione dalla quale non possono permettersi di abdicare. Ecco perché Joe Biden ripristinerà l’interventismo Usa in medio oriente, ristabilendo la propria figura di poliziotto globale, verso l’Iran, la Russia e forse anche la Cina (quest’ultima in un segno di continuità con il recente passato). Inoltre manterrà il proprio scetticismo e pressione verso la Germania, rea di essersi avvicinata troppo alla Cina. In Economia, potremmo assistere ad un tentativo di aumentare lo stato sociale, con un aumento della pressione fiscale alle aziende a tendere, per reperire i fondi di sostegno alle classi meno abbienti”. Lo vedremo, certo è che si apre un periodo estremamente interessante mentre rimangono le incertezze e la paura legate alla pandemia, che ancora piega i paesi occidentali, in una seconda ondata che comincia a fare più paura della prima.

Sul Forex, come detto, abbiamo assistito alla discesa del biglietto verde, con l’EurUsd a ridosso di 1.1900 mentre il Cable resta vicino a 1.3200 nonostante non vi siano notizie positive sulla Brexit ancora, altro tema da risolvere ancora. Le oceaniche salgono e sono a 0.7300 e 0.6810 rispettivamente, per il disappunto della Rba e Rbnz che vogliono un dollaro americano più forte per aver spazio e tempo per ripartire senza una moneta eccessivamente sopravvalutata. UsdCad a ridosso di 1.3000 mentre sul UsdJpy riportiamo le parole di un funzionario del Ministero delle Finanze che questa notte ha affermato che la Boj osserva il cambio UsdJpy con molta attenzione. Quando questo accade significa che la Boj è presente, guarda il mercato perché non vuole una eccessiva rivalutazione dello Jpy. Il che non significa che lo Jpy scenderà ma che forse smetterà di salire con il ritmo attuale. Almeno per ora. Interessante capire se questo scenario di presunta euforia continuerà, almeno sui mercati finanziari, dato che quelli reali sono ripiombati nella paura del Marzo scorso.

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani