Eurogruppo, il giorno decisivo

Dopo la fumata nera di ieri l’Eurogruppo, ovvero l’insieme dei capi di Governo e dei Ministri delle Finanze dei paesi membri dell’Unione, si ritroverà anche oggi per cercare di trovare una soluzione, per la verità assai complicata, alla crisi, con un accordo che possa soddisfare tutte le parti in causa. I paesi del mediterraneo, Spagna e Italia chiedono a gran voce gli eurobonds o coronabonds, sostenuti anche in parte dalla Francia, mentre l’Olanda, con l’appoggio della Germania, continua ad opporsi alla mutualità dei debiti e spinge per l’applicazione del Mes, il Fondo salva stati. Si cerca un compromesso e la Francia pare stia lavorando ad un fondo temporaneo, chiamato Fondo per la ripresa, operativo per 5-10 anni sulla base di garanzie comuni degli stati membri. Il Fondo sarebbe gestito dalla Commissione Europea, al fine di rilanciare le economie colpite dal corona virus. Questo pare essere l’unico compromesso attualmente sul tavolo. Altrimenti, se si tornerà senza un accordo, il rischio che l’Europa possa sfaldarsi non sarà poi così remoto. La Germania lo sa bene e teme che la stabilità dell’Europa possa essere messa in discussione perchè se la Ue si dovesse sfaldare, tutti i vantaggi accumulati negli anni da quest’area valutaria, nella quale l’Euro tedesco è chiaramente sottovalutato rispetto a quello italiano, si perderebbero in un batter di ciglia.

A conferma di ciò, stamani i dati tedeschi sulla bilancia commerciale hanno fatto registrare a febbraio un mostruoso surplus di 20.8 miliardi di Euro, rispetto ad un consensus di 16.5 miliardi. La reazione della moneta unica alla fumata nera dell’Eurogruppo, per ora, è parsa poco significativa, soprattutto contro dollaro, e chi pensava che l’Euro potesse crollare per ora è rimasto deluso. Abbiamo per la verità assistito ad una discesa dei cross, EurGbp, EurCad, EurNzd ed EurAud, che, anche per effetto del ritorno di un certo risk on sui mercati, hanno ceduto qualcosa e potrebbero ancora scendere nelle prossime sedute. Ci avviciniamo però alle festività pasquali e molti mercati rimarranno chiusi, specie quelli regolamentati, a partire da domani fino a martedì prossimo. Quindi è probabile che la liquidità, nelle prossime ora, vada scemando, e forse anche gli interessi sul mercato. Segnaliamo, relativamente ai movimenti visti ieri, la tenuta delle oceaniche che sembravano aver violato le prime resistenze chiave a 0.6215-20 e 0.6010, ma non sono per ora state in grado di accelerare dopo i breakout e stanno consolidando. UsdCad ancora vicino alle prime resistenze poste a 1.4080 e nel caso di violazione potremmo vedere anche i livelli di 1.4180 dove passa la trendline ribassista che congiunge i massimi e che potrebbe rappresentare l’ultima correzione prima di una nuova discesa. Il Cable tiene l’area di 1.2300 ma non riesce a violare la resistenza di 1.2480 che resta solida, almeno per il momento. Quindi il dollaro, nonostante la discesa, sta tenendo i supporti chiave e potrebbe riprendere a salire, anche se non sappiamo se per una correzione o per la ripartenza del trend.

Una cosa però ci sentiamo di esprimerla, ovvero il mercato azionario ha corretto e per molti questo significherebbe che il peggio è ormai alle spalle. Ma noi pensiamo che questa correzione sia partita dal presupposti che possano esserci successivamente a nuovi minimi. E la ragione è legata al fatto che quando un problema viene identificato per la prima volta, i prezzi vanno a cercare dei minimi fino a quando la reazione delle banche centrali ne provoca la correzione. Ma ora, quando saranno chiari i danni economici che questa crisi ha procurato, si ritornerà molto probabilmente a scendere. Questo accadde anche nel 2009: prima ci fu la crisi Lehman, alla quale si reagì con la Tarp, ma quando i danni economici furono evidenti a tutti, il mercato tornò a scendere. Pertanto riteniamo che questa crisi non sia certo terminata: ci aspettiamo quindi nuovi ribassi, che forse si concretizzeranno più avanti e non ora.

 

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani