Il Dollaro ripiega nuovamente

Il movimento di mercato, che ieri è apparso più interessante, è stato quello sull’EurUsd, che ci ha ricordato, per alcuni versi, i movimenti che osservavamo spesso negli anni ’90, quando, in assenza di tutta la tecnologia di cui disponiamo oggi, dovevamo attrezzarci ed acquisire quella sensibilità che contraddistingueva i trader e soprattutto i market maker quando si era in presenza di situazioni per così dire anomale. Fin dalle prime ore della seduta europea, abbiamo notato una price action, osservando solo i prezzi e senza guardare i grafici, che pure indicavano un’area di supporto interessante a 1.0760-70, diversa dal solito. Movimenti a scatti del cambio più liquido e importante, che di solito è un vero e proprio elefante, con una liquidità media di 100 milioni a pips secondo le stime, che faceva dei salti al rialzo da 5-6-8 pips molto velocemente, per poi fermarsi e ricominciare lentamente a scendere. Il tutto è iniziato con i prezzi in area 1.0800: ci siamo anche accorti di tale anomalia proprio perchè sapevamo che l’area di supporto era 30-40 pips più bassa, e il fatto di vedere accelerazioni apparentemente irrisorie (qualche pips), ma su un livello che non si poteva definire un livello chiave, ci ha fatto pensare a due situazioni possibili. La prima è che qualcuno avesse un ordine grosso da evadere e lo ha fatto poco alla volta, partendo prima dei supporti, anche se di solito si può ipotizzare che se si ha un ordine di rilevanti dimensioni da soddisfare, si cerca di farlo in silenzio e senza che qualcuno possa accorgersi della sua presenza. Questo era il modo con cui il sottoscritto cercava di evaderlo, ovvero inserendo qualche bid quà e là, piano piano, senza destare sospetti, e magari impiegando ore e ore, altrimenti qualcun altro avrebbe potuto, accorgendosene, provare a spingere il prezzo al rialzo per impedirmi di acquistare al prezzo voluto. Il secondo, che ritengo più probabile, è che ci fosse qualcuno di estremamente importante, che aveva l’intenzione di tenere su il prezzo in certe aree, e il fatto di entrare a mercato come un elefante in una cristalleria, ovvero comprando senza timore di far capire le proprie intenzioni, sembrava proprio essere lo scopo dell’azione.

In passato quando si intravedevano questi movimenti di solito erano istituti agenti delle Banche Centrali, il cui scopo era proprio quello di far notare la propria presenza per dissuadere i venditori o chi in quel momento spingeva i prezzi in direzione contraria, dall’azione, il che spesso, permetteva di risparmiare interventi e magari sprecare risorse valutarie importanti e preziose, in quanto chi era impegnato ad andarci contro, veniva dissuaso dalla sola presenza della “Mamma” (così in gergo si chiamava Banca di Italia in quegli anni). La netta sensazione che ci fosse qualcuno di importante è durata fino al primo pomeriggio, con l’arrivo della sessione americana, nella quale si è assistito al tentativo di rottura dei supporti, fallito proprio per l’insistenza di questi fantomatici ordini, che anche durante la sessione Usa, hanno continuato a farsi notare fino al momento in cui, verso le 16.00, guarda caso quasi in concomitanza con l’intervento verbale della Lagarde, il prezzo è schizzato 20 pips in un minuto, facendo capire che non era aria per i venditori e per chi avesse voluto spingere i prezzi al ribasso. E dopo un tentativo di doppio minimo ulteriore, i prezzi sono definitivamente partiti rompendo la resistenza chiave a 1.0790-95 e salendo quindi fino ad un massimo di 1.0855 questa notte.

Anche le altre valute hanno seguito, in particolar modo le oceaniche che hanno corso anche di più, in un movimento che pare essere una inversione di medio e lungo termine, anche per effetto di dati macro che, specie in Australia, ci hanno sorpreso positivamente. La bilancia commerciale australiana infatti, ha fatto registrare un surplus di 10 miliardi di dollari nel mese di Marzo, la più alta di sempre. L’export ha visto un balzo del 15% con un incremento di 42 miliardi mentre le importazioni sono scese del 4% a livello di 31.8 miliardi. Considerando il primo trimestre, rispetto allo stesso periodo del 2019, l’eccedenza è di 19.5 miliardi rispetto ai 14.4 dell’anno scorso (parliamo sempre di dollari australiani ovviamente). AudUsd si avvicina alla resistenza che passa a 0.6572 e la cui rottura potrebbe rappresentare la prima vera inversione di lungo periodo dal 2014, quando i prezzi violarono la media a 200 periodi sul grafico mensile. Discorso analogo, lo possiamo fare per NzdUsd e in parte anche per UsdCad, che si stanno avvicinando su supporti del dollaro molto importanti di medio e lungo termine. Oggi venerdì, è giorno di payrolls Usa, che potrebbero dare una ulteriore spinta al ribasso del biglietto verde. Le attese sono per un calo di 22 milioni di disoccupati, una cifra record che mai avremmo immaginato di vedere nella nostra lunga militanza sui mercati.

 

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani