Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 08/04/2021

STERLINA IN RIBASSO

Persiste la fase interlocutoria sul mercato dei cambi, anche se, andando ad osservare le price action principali, non possiamo dire che non vi sia volatilità e opportunità, considerato il fatto che sono in atto degli spostamenti di portafoglio che muovono i cross, ovvero i cambi in cui non vi è presenza di dollaro. Tra questi, quello che nelle ultime ore ha destato maggiormente la nostra attenzione è certamente l’EurGbp e con essa anche GbpJpy. Sull’EurGbp, come abbiamo peraltro già ricordato, abbiamo avuto tre mesi di costante discesa, cominciata a 0.9200 a fine dicembre scorso. Da allora abbiamo assistito ad un lento quanto inesorabile declino della moneta unica fino ad un minimo di 0.8470, un declino in poco più di tre mesi di quasi il 10%. Si è trattato di una discesa dovuta ad una concomitanza di fattori legati ad una volontà di indebolire l’Euro da parte delle autorità monetarie Europee e contemporaneamente dalla capacità delle autorità inglesi di portare avanti un massiccio programma di vaccinazioni per contrastare la pandemia che sembra aver permesso al paese di uscirne prima di altri. Queste le principali motivazioni di un movimento che, due giorni orsono, ha trovato una base per muoversi finalmente al rialzo di quasi 200 pip in due sedute ovvero il 2.50%. L’altro movimento degno di questo nome, è relativo alla correzione di GbpJpy che dai massimi di 153.50 è sceso fino a 150.60, quasi 300 pip che rappresentano circa il 2% di ribasso, dovuto principalmente alla correzione della valuta britannica, mentre il UsdJpy ha corretto al ribasso di un centinaio di pip, da 111.00 a 109.65.

Sul fronte macro, questa settimana, non sembra fornire grandissime indicazioni a chi opera, visto che pochi dati che hanno la caratteristica di essere market mover. Ieri sono usciti i numeri sulla bilancia commerciale del Canada e degli Usa, con la prima in attivo di 1 miliardo di Cad, per effetto di un calo dell’import superiore a quello dell’export, mentre per gli Usa, i numeri sono decisamente più impietosi, con un -71.1 miliardi peggiore delle attese, per effetto di un calo delle esportazioni superiori a quello delle importazioni, un numero che non smette di crescere e verso il quale tutte le amministrazioni americane succedutesi negli ultimi 25 anni, hanno cercato di porre rimedio, invano. Ieri sera poi sono state pubblicate le minute della Federal Reserve, in cui si legge che l’aumento recente dei rendimenti è stato un riflesso delle migliori prospettive economiche e delle aspettative sull’inflazione più elevate. La Fed ha però osservato come gli acquisti di asset continueranno al ritmo attuale almeno fino a quando l’occupazione e l’inflazione non avranno raggiunto i propri obiettivi. Cose che sappiamo, ma vale la pena ogni tanto ricordarle. Sugli altri rapporti di cambio segnaliamo l’EurUsd a ridosso di 1.1910-20 area, resistenza significativa, a cui fa seguito l’area di 1.1950-60 che se violata, potrebbe segnalare l’inizio di una nuova fase rialzista. In generale si attende qualche novità sul fronte macro altrimenti rimarremo in questi range ancora per lungo tempo.

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani

 

 

 

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