Breakout falliti, il dollaro tiene

Dopo qualche seduta di risk on, con il dollaro che scendeva contro tutte le principali valute, ieri sera, abbiamo assistito al fallimento dei breakout rialzisti delle principali divise rispetto al biglietto verde, e al recupero del dollaro che, almeno per ora, ha egregiamente tenuto i supporti chiavi, recuperando poi circa 50 60 pips contro le principali valute. Il UsdCad, per esempio, è andato quasi al test dei supporti più significativi, posti in area 1.3920, facendo registrare un minimo a 1.3945 per poi correggere decisamente tanto che ora lo troviamo quasi 100 punti più in alto, a 1.4035. Stessa cosa per le oceaniche, che avevano toccato quota 0.6210 e 0.6015 rispettivamente per Aud e Nzd e nella notte, complice anche il declassamento di quattro banche australiane da parte di Fitch prima e S&P poi, siamo scesi a 0.6135 e 0.5960. Ma anche l’ EurUsd ha perso dai massimi di ieri una cinquantina di pips ritornando sotto quota 1.0900 vicino ai primi supporti a 1.0860. Il Cable invece ha corretto qualcosa, ma in realtà sta vivendo fasi alternate di rialzo o ribasso a seconda delle notizie che giungono dalla Gran Bretagna relative alle condizioni di salute del Primo Ministro Boris Johnson che, per fortuna, sembrerebbe essere in via di miglioramento dopo essere stato ricoverato in terapia intensiva qualche giorno orsono.

La situazione legata alla pandemia, sembra, almeno in questo momento, essere passata in secondo piano, se osserviamo l’andamento dei mercati, mentre torna in primo piano quella relativa alle conseguenze economiche del virus, che tornano prepotentemente alla ribalta. Osservando infatti le dinamiche di crescita dei contagi, sembra che in molti paesi si possa arrivare finalmente al picco e quindi si parla insistentemente già di quando si potranno sospendere i lockdown un po’ dappertutto. Ciò potrebbe cambiare lo scenario di guerra che abbiamo visto sui mercati fino ad ora, e ritornare a intravedere un mercato selettivo, in cui gli investitori cominciano a scegliere gli asset di quei paesi che meglio saranno usciti dalla pandemia e che prima vedranno una ripresa economica e il ritorno ad una quasi normalità. Si avvicina il momento in cui, molto probabilmente, vedremo nuovamente dei movimenti direzionali, dettati quindi dalle scelte dei grandi players che logicamente, in questo ultimo periodo, sono rimasti ad osservare le dinamiche di prezzo senza intervenire.

La nostra idea, comunque, rimane quella di vedere una discesa del biglietto verde, alimentata da una ripresa che sarà più rapida altrove, in particolar modo in Cina e nell’area asiatica, e quindi anche in Oceania. Così come nel 2009 dopo la grande discesa Aud e Nzd diventarono le valute più appetibili, anche adesso confidiamo in un movimento analogo, quando si andranno ad analizzare i dati di questo ultimo periodo. La maggior parte delle analisi danno un calo del Pil in questi due paesi di circa il 2% mentre altrove si parla di perdita di Prodotto Interno Lordo con numeri a due cifre e solo questo, negli asset di portafoglio, dovrebbe portare a privilegiare queste aree, comprese le valute asiatiche, dallo Won coreano al dollaro di Singapore oltre ovviamente allo Yuan, sul quale però pesano le decisioni della Pboc che continua a tenerlo stabilmente sopra 7.0000. Per quanto riguarda le materie prime, segnaliamo la discesa del Petrolio dopo qualche giorno in cui si era stabilizzato intorno ai 28 dollari, ma la mancanza di un accordo forte, lo ha indebolito nuovamente portandolo in area 25.00 ma con una puntata ieri sera a 23.20. Anche il Gold ha corretto dopo la salita a 1.670 ma sembra ancora in trend rialzista e non possiamo escludere un tentativo sui massimi a 1690.

 

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani