Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 08/03/2021

UN INTERESSANTE TRADING RANGE

Rispetto a quanto abbiamo segnalato nell’ultima settimana, poco o nulla è cambiato sui mercati finanziari, tantomeno sul Forex. Durante la prima seduta settimanale asiatica, a parte il dato sulla bilancia commerciale cinese relativa ai mesi di Gennaio o Febbraio, poco o nulla infatti è successo. Relativamente al dato macro segnaliamo i dati cinesi che hanno evidenziato un surplus commerciale, nei primi due mesi dell’anno in corso, di 103.25 miliardi di dollari, rispetto ai due primi mesi del 2020, che avevano mostrato un incremento di 78 miliardi e un consensus a 60. Un numero impressionante con un aumento dell’export del 60% e dell’import del 22.2%, dati ovviamente influenzati dall’arrivo della pandemia, emersa proprio in Cina. Il mercato avrebbe potuto reagire in misura più importante, nel senso che ci aspettavamo che i mercati azionari potessero in qualche modo beneficiare di un dato del genere ed invece sono rimasti misti e con movimenti comunque contenuti. Ciò significa che le forze che si controbilanciano sui mercati continueranno a rimanere in equilibrio e nessuna di queste per il momento prevarrà. Quel che conta quindi sono le posizioni sul mercato che generano ovviamente movimenti dettati dagli ordini inseriti (stop e profit) sulle posizioni aperte e da nuovi flussi che entrano sul mercato, che come sappiamo dipendono da molti fattori, specie sul Forex, che rappresenta il mercato ove chiunque si rivolge quando si comprano azioni, obbligazioni, Etf ecc.., in quanto se ci si rivolge fuori dalla propria valuta, se ne deve acquistare o vendere una estera prima ancora di acquistare o vendere qualsiasi tipologia di asset.

Detto questo, segnaliamo come le posizioni sui circuiti dei retail, evidenzino per esempio come nell’ultima settimana le posizioni long euro da parte dei piccoli operatori, siano improvvisamente aumentate a dismisura con l’80% circa degli operatori long euro e short dollari, così come gli istitutional presenti sui mercati, dai dati rilevati sui future a Chicago, sono ancora long di ben 126.000 contratti, una enormità, pari a circa 15 miliardi di euro solo sul Cme, che di solito rappresenta non di più del 6-7% di tutti i volumi Forex ma che rappresentano un campione estremamente significativo delle posizioni presenti a mercato. Ebbene ciò dovrebbe alimentare, secondo noi, qualche spinta a ribassi ulteriori, specie se qualche big player comincerà a vedere qualche breakout ribassista della moneta unica, con conseguenze facilmente immaginabili se qualcuno decidesse di scaricare le posizioni lunghe Euro create nell’ultimo anno. Sempre considerando le posizioni retail, segnaliamo come il 90% siano long Jpy e short dollari, altro buon motivo per considerare questa salita di UsdJpy vera e consistente, in quanto ha trovato tutto il mercato scoperto, e convinto che il trend ribassista persistesse ancora. Ciò che è interessante rilevare è che sia i big player sia i piccoli operatori si trovano stranamente dalla stessa parte su questi due rapporti di cambio, il che è un fatto non consueto. E foriero soprattutto di sviluppi che potrebbero essere assai interessanti. Potremmo fare questa analisi tutti i giorni ovviamente e per ogni rapporto di cambio, ma diventa interessante farlo ora, cioè in un momento in cui vi è un certo equilibrio, per comprendere se la prossima mossa del mercato sarà pro o contro il dollaro. Nei prossimi giorni vedremo anche insieme altri cambi per comprenderne le dinamiche. Intanto sull’EurUsd, a conferma di quanto vi raccontiamo, segnaliamo una discesa lenta ma costante che ha violato anche il minimo precedente a 1.1950. Qualcuno di grosso comincerà a vendere? Rimanete sintonizzati, sarà interessante scoprirlo insieme.

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani

 

 

 

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