Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 08/02/2021

IL DOLLARO SCIVOLA NUOVAMENTE

Comincia oggi una settimana che possiamo definire cruciale per definire i rapporti di forza delle principali valute, dopo un inizio dell’anno caratterizzato sostanzialmente da poca volatilità e movimenti non molto significativi, caratterizzati in buona sostanza da una reazione ed un rimbalzo del dollaro, colpito duramente nella seconda metà del 2020. Si tratta infatti di comprendere se il ribasso della valuta americana a cui abbiamo assistito venerdì scorso, in seguito ai numeri sui payrolls, inferiori alle aspettative, sia nuovamente un movimento strutturale o esclusivamente facente parte di uno swing tecnicamente necessario. Per comprenderlo, dovremo analizzare con attenzione i livelli chiave dei vari rapporti di cambio, a cominciare dal main driver ovvero il cambio principe, l’EurUsd, sul quale si sono concentrati e si concentrano i flussi più significativi. Intanto ricordiamo ai nostri lettori che le posizioni sui future a Chicago, sull’Euro, la scorsa settimana sono scese di quasi 20 mila contratti da 155.000 a 137.000 pari a circa 2.2 miliardi di Euro, e questa probabilmente è una delle ragioni della discesa della moneta unica. L’altra ragione è sicuramente legata alla volontà della Bce di tenere sotto controllo il tasso di cambio, che il vecchio continente non può permettersi di lasciar andare sopra certi livelli, pena il peggioramento della congiuntura della locomotiva d’Europa, quella Germania che sta soffrendo più di altri il ritorno della pandemia peraltro.

L’attenzione sul tasso di cambio quindi deve restare massima e la trendline che congiunge i massimi dell’ultimo mese passano oggi a 1.2085-90, livello chiave per eventualmente assistere ad un breakout che potrebbe essere foriero di ulteriori rialzi verso 1.2200, altra area chiave e cruciale. Non si potrà parlare di ritorno del bull trend almeno fino al superamento di quest’ultima area, la quale potrebbe re-innescare ondate di acquisti da parte dei grandi player. Non dimentichiamo peraltro le correlazioni intermarket che sembrano favorire ancora nuovi rialzi di borsa, specie dopo la speranza che gli stimoli fiscali negli Usa tornino ad essere quelli promessi nel recente passato, vicino ai 2 trillioni di dollari. Se così fosse, un altro via libera all’equity e al gold mentre il dollaro potrebbe nuovamente sprofondare. Ma attenzione, non dimentichiamo che bisognerà prima o poi fare i conti con l’inflazione che sarà proprio il tema chiave della settimana negli Usa. Un dato che potrebbe se rivisto al rialzo, far ripartire i timori di un tapering nel medio termine, con un mercato che pare aver voglia di anticipare questa news. Almeno, così era parso la settimana scorsa.

Sul fronte delle altre valute, segnaliamo una sterlina forse, sopra 1.3700 nuovamente sul biglietto verde, così come le oceaniche, con AudUsd a ridosso di 0.7700 e NzdUsd vicino al superamento di 0.7200. Il solo UsdJpy resta sopra le soglie chiavi, ma la ragione è legata ad una Boj sempre attenta e pronta a

richiamare l’attenzione sul tasso di cambio che non vuole sotto 103.00. UsdCad che sembra voler scendere verso 1.2730 e il CadJpy che punta decisamente a 83.50. Attenzione anche, questa settimana, ai dati sul Pil inglese e a quelli sul commercio e produzione industriale relativi alla Germania. Una settimana densa di appuntamenti e sicuramente interessante, prepariamoci a viverla intensamente.

Buona giornata e buon trading.

Saverio Berlinzani

 

 

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