Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 07/12/2020

BREXIT ANCORA IN ALTO MARE

Non siamo lontani ormai alla fine di questo 2020, anno che sarà ricordato nei libri di scuola, ma ancora non sappiamo quale sarà l’esito della Brexit, i cui colloqui sono infiniti ed estenuanti, e durano ormai da oltre 4 anni, ma non hanno, purtroppo, ancora prodotto alcun risultato tangibile. Ieri sera, in apertura in Asia, la sterlina era in discesa in ragione delle aspettative negative su un accordo che pareva ormai compromesso. Successivamente c’è stato un tentativo di recupero, quando è uscita una voce che parlava di progressi nella questione della pesca, che è poi quella più importante in questo momento e sulla quale lo scontro si è fatto più aspro tra ambo le parti. Poi una nota ufficiale ha smentito tale accordo e siamo nuovamente sotto pressione. La verità è che siamo ancora in alto mare, e anche se i colloqui vanno avanti e un accordo potrebbe essere trovato in extremis, siamo destinati a vivere ancora ore e giornate convulse, sulla moneta britannica. EurGbp è tornata sopra quota 0.9000 in una fase di altalena sul Cable abbastanza evidente, con un tono tendenziale ribassista sul dollaro che consente alla valuta britannica di tenere le posizioni, anche in presenza di maggiori probabilità di no deal, ma questo è un altro fatto (Barnier poco fa ha detto che restano tre questioni sul tavolo da risolvere). Il dollaro scende perché in questo momento, la prospettiva di stimoli fiscali unitamente alla necessità di indebolire un cambio che per troppo tempo è stato eccessivamente forte, è prevalente su ogni altro aspetto, anche sulle difficoltà del vecchio continente di sostenere un Euro al di sopra di 1.2000. Per quando riguarda il biglietto verde, i livelli da osservare sul cambio principe, ovvero EurUsd, sono posti in area 1.2100 e nel caso di violazione anche 1.2030-40, con 1.2000-10 a fare da eventuale ultimo baluardo. Per ora, la correzione fin qui vista, non appare sufficiente per poter parlare di pullback più importante e significativo.

 

La netta sensazione è che questo movimento strutturale non sia certo terminato, almeno fino a quando qualcuno da Francoforte non si alzerà e non farà qualche dichiarazione. Sulla sterlina quindi, abbiamo detto, meglio non avventurarsi troppo in congetture, siamo in balìa degli eventi, per dirla in modo chiaro, e tutto può accadere. Ma il vero vincitore della settimana scorsa è stato il dollaro canadese, che ha messo a segno la performance più eclatante, specie dopo i dati sull’occupazione, decisamente migliorata, a 8.5% contro un consensus di 8.9%. UsdCad ha mollato così come tutti i cross contro Cad, fino a 1.2765-70 area e un’eventuale accelerazione ribassista ha come target 1.2610-20 e successivamente anche 1.2400. Siamo in pieno trend, anche se le correzioni su tali eccessi, sono sempre possibili. Natale tra l’altro è alle porte e non vediamo come i trend in atto possano cambiare. Uno sguardo invece al UsdJpy che sotto 104.00 mostra sempre i muscoli, con la Boj che probabilmente monitora il tasso di cambio, così come la Snb su UsdChf. Ci aspetta una settimana molto interessante cari amici, anche sulle oceaniche, sempre vicine ai massimi e apparentemente inarrestabili.
Buona giornata e buon trading.

Saverio Berlinzani