Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 07/04/2020

Segnali di rallentamento del risk off

Non sappiamo se quanto sta avvenendo sia qualcosa che sarà destinato a durare nelle prossime settimane, ma certamente, nelle ultime ore, complice anche l’andamento dei mercati azionari Usa, si nota un allentamento progressivo del risk off, nonostante i dati sulla pandemia, soprattutto in certi paesi, tra cui gli Usa, siano ancora estremamente preoccupanti. La sensazione è che la gente voglia tornare a vivere e trovino finalmente spazio sui media, notizie positive nelle quali si cercano soluzioni e si prova a ragionare su come sarà il mondo alla fine di tutto questo. Sì, perchè il mondo sarà certamente diverso e anche in economia molte attività che prima sembravano obsolete e/o forse superate potranno improvvisamente tornare di moda, magari in forme diverse.

Nel nostro mercato l’Euro prova a rialzare la testa, anche se faticosamente, accompagnato però questa volta dalle oceaniche, che, in virtù di dati positivi, riescono per ora a superare le prime resistenze chiave. Segnaliamo, a tal proposito il dato sulla bilancia commerciale australiana che, nonostante il calo della domanda di materie prime, a febbraio ha fatto registrare un surplus superiore alle attese, a 4,361 miliardi di dollari australiani, rispetto ad attese di 3.650. Export e import entrambi in calo ovviamente, ma meno delle attese. La Rba poi stamani, ha lasciato invariati i tassi allo 0.25% e nello statement si legge che il board manterrà i tassi stabili a questi livelli fino a che non vi saranno progressi nei dati sull’occupazione e inflazione. Al contempo il Primo Ministro Morrison ha dichiarato che il contagio del virus in Australia è in deciso calo, anche se ha ribadito che non si deve abbassare la guardia in un momento tanto delicato. Quello che ormai dicono tutti, anche i più noti sostenitori dell’immunità di gregge come gli svedesi, che stanno correndo urgentemente ai ripari chiudendo tutto o quasi per fermare l’espansione del virus.

La notizia di ieri sera però è il ricovero in terapia intensiva del Primo Ministro Britannico Boris Johnson, che dopo una settimana di quarantena forzata, è stato costretto al trasferimento in ospedale. Tutte le deleghe sono state affidate al Ministro degli Esteri Dominic Raab. La sterlina ha perso immediatamente terreno, ma poi si è fermata e stabilizzata in area 1.2275. Il Dollar index fatica a rompere le resistenze in area 101.10 e sembrerebbe pronto ad una discesa verso 98.50, il che farebbe pensare ad un calo del dollaro durante le prossime sessioni. Certo è che a noi sorprende ancora la tenuta del biglietto verde, almeno in questa circostanza, dati gli effetti che la pandemia sta avendo negli Stati Uniti con oltre 370 mila casi, quasi 11 mila decessi e per ora pochi limiti alla circolazione delle persone. Comprendiamo la necessità di non perdere punti percentuali di Pil, ma ci pare che la velocità di crescita dei numeri, destino qualche perplessità, come è avvenuto peraltro per l’Italia.
Nel nostro paese, segnaliamo il decreto Imprese, approvato dal Consiglio dei ministri, che prevede prestiti alle imprese colpite fino al 25% del fatturato, pari a circa 400 miliardi, 200 per l’export e 200 per il mercato interno, in cui lo Stato farà da garante. In aggiunta sono state sospese tasse e contributi per i mesi di aprile e maggio. Comprendiamo lo sforzo fatto, certamente, ma temiamo che, essendo prestiti, serviranno relativamente, perchè mai come oggi le imprese avrebbero bisogno di stanziamenti a fondo perduto. Tornando ai cambi, ribadiamo la nostra idea di vedere un dollaro a livelli più bassi, specie contro le oceaniche, contro Cad e in parte anche contro Euro, in movimenti che ancora paiono correzioni, ma che potrebbero, in un futuro neanche troppo lontano, diventare inversioni.

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani