Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 08/01/2021

SEGNALI DI CORREZIONE IN ARRIVO?

In un contesto come quello attuale, fatto di un trend di indebolimento del dollaro e rialzo persistente dei mercati azionari, assistere finalmente ad una seduta di vera correzione del biglietto verde, ci è parso un qualcosa di assai interessante, con una price action che ha evidenziato finalmente la formazione di qualche massimo inferiore. Il che, a dire la verità non significa molto, perché non siamo ancora in presenza di minimi inferiori che possano in qualche modo confermare un avvenuto cambiamento del trend e l’inizio di un pullback più o meno rilevante. Di fatto sono solo le prime avvisaglie di quello che potrebbe essere ma che non è ancora. La price action però ieri, è cambiata. Osservando il cambio principale, abbiamo percepito nitidamente una diversa dinamica nella formazione del prezzo. Nei giorni precedenti si osservava una discesa di 20 25 pips, lenta e difficoltosa, ma poi, immediatamente e in brevissimo tempo, si tornava ai punti di partenza e il prezzo non consolidava mai sui supporti, rimbalzando immediatamente. Ieri è stato differente, con una dinamica dei prezzi evidentemente diversa, con la lettera (il gergo dei vecchi agenti di cambio), che spingeva al ribasso e mentre il denaro faticava a riportare i prezzi al rialzo. L’analisi della price action è fondamentale per comprendere i mercati e lo diciamo a chi oggi si avvicina al trading come professione. Analizzare una price action è qualcosa che comprendi quando sei stato in prima linea, quando hai visto come si formavano i prezzi perché hai vissuto le tue esperienze da market maker. E la trasmissione di queste esperienze diventa la chiave per capire il mercato, anche se oggi siamo nell’era tecnologica dove la formazione del prezzo è guidata da algoritmi, mentre una volta si assisteva alle grida dei broker (o in borsa o al telefono) che rendevano l’analisi del prezzo assi più difficile da comprendere, data la minore liquidità, ma anche assai più intrigante sotto il profilo della comprensione dei movimenti.

Insomma tutto ciò per dire che forse potremmo assistere, per le prossime settimane, ad una pausa di questo trend di indebolimento del dollaro, trascinato anche da questi Qe infiniti che non aiutano i mercati reali, ma sostengono all’infinito i mercati azionari, che paiono in bolla enorme, unitamente ad una sperequazione tra ricchi e poveri che aumenta sempre di più. In questo contesto le politiche delle banche centrali non sembrano avere più alcun effetto sull’inflazione e sulla crescita, e la ragione a noi pare evidente. Fino a quando il Qe non comincerà a sostenere il Pil reale e le attività produttive non cambierà nulla e i bilanci delle autorità monetarie diventeranno enormi moloch intoccabili. Solo quando ciò accadrà, allora potremmo vedere dei cambiamenti, accompagnati però a dei rischi non indifferenti come quello dei mercati azionari che potrebbero letteralmente crollare, se non alimentati con nuova benzina. Ma senza questo evento il rischio poi ricade comunque sul dollaro, che potrebbe a sua volta scendere senza soluzione di continuità. E’ un gatto che si morde la coda. Gli effetti di tutto questo non sono chiari e non sappiamo quale possa essere la soluzione migliore. Sul fronte del mercato, attenzione oggi ai payrolls, che potrebbero generare un aumento della volatilità nel breve periodo.

Buon trading e buon fine settimana.

Saverio Berlinzani