Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 06/08/2020

La BoE lascia i tassi invariati

La Bank of England (Boe) lascia i tassi invariati allo 0.10% come da previsione. La decisione è stata unanime con nove voti a favore e nessuno contro. Per quel che riguarda l’asset purchase, ovvero, l’ammontare di Qe programmato, resta fermo a 745 miliardi cioè 745 miliardi l’anno. Mentre l’acquisto di corporate bonds resta stabile a 20 miliardi come da previsioni. Nello Statement si legge che il Comitato definisce le linee guida per raggiungere l’obiettivo di inflazione del 2%, in modo da sostenere crescita e occupazione. Le prospettive di medio termine restano però insolitamente incerte, perché tutto dipenderà dall’evoluzione della pandemia e dalle misure adottate per proteggere la salute pubblica. L’attività globale si è comunque rafforzata negli ultimi mesi, sebbene si resti al di sotto del livello del quarto trimestre 2019. I dati suggeriscono che il settore più colpito è quello degli investimenti, che è sceso nel secondo trimestre e che probabilmente rimarrà molto debole anche nel prossimo futuro. Molto incerto, di conseguenza appare anche il mercato del lavoro, le cui prospettive dipendono ovviamente dagli investimenti. La Boe, rimane poi impegnata nell’acquisto di titoli di stato fino a quando le condizioni di liquidità non si saranno stabilizzate. Le previsioni di crescita restano del -5% per l’anno in corso e le previsioni vedono il ritorno della crescita a +3.5% solo nel 2022. La sterlina è rimasta pressoché invariata in area 1.3150 70 così come il cross EurGbp ha mantenuto i livelli raggiunti ieri a 0.9040 45.

Ma il focus, sul mercato valutario, resta la valutazione del dollaro e l’impennata dell’oro, che guidano le danze sul nostro mercato. Fino a quando non vi sarà una stabilizzazione del prezzo della commodity più importante, sarà difficile vedere un ritorno del biglietto verde, che resta ampiamente sotto pressione contro le principali valute. Il superamento eventuale di 1.1920-30 area, potrebbe spingere l’Euro al test di 1.2000 e di tutta l’area che in passato aveva visto livelli significativi di supporti/resistenze, tra 1.2000 e 1.2100. Per il momento niente e nessuno sembrano frenare la corsa della moneta unica, trascinata anche dai dati tedeschi sugli ordini all’industria che nel mese di luglio hanno evidenziato un incremento del 27.9%, rispetto ad un consensus di +10%. Ritornando all’oro segnaliamo le previsioni di alcune banche di investimento che prefigurano livelli obiettivo compresi tra 2.300 e 2.500 dollari l’oncia. Spesso nel passato è accaduto che quando sono emersi questi commenti, il mercato ha poi invertito la propria rotta. Ricordiamo per esempio le previsioni di una importantissima casa di investimento che con il petrolio a 120 dollari parlò di 200 dollari come obiettivo. Ebbene dopo un veloce test in area 125-130 area, l’oro nero crollò e da allora non si è mai più ripreso quei livelli. Chissà che non accada anche con l’oro giallo.

 

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani