Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 05/11/2020

BIDEN AVANTI MA TRUMP NON MOLLA

Ad un giorno dalla fine delle votazioni, non conosciamo ancora il nome del Presidente Usa anche se Joe Biden sembra in vantaggio, in seguito al conteggio dei voti postali, che sembrerebbero aver ribaltato la situazione in alcuni Stati chiave, come l’Arizona, il Michigan e il Wisconsin. Trump ha già presentato il ricorso in Michigan a quanto si sa, e pare pronto a dare battaglia legale anche presso la Corte Suprema, in ragione di possibili brogli elettorali ed errori macroscopici proprio in questi Stati. Parrebbe infatti che siano arrivate un numero di schede ben superiori al numero di residenti, in certe aree e contee, dato che quest’anno era possibile votare senza necessariamente apporre la firma. Ma senza addentrarci nei dettagli, che comunque evidenziano l’inadeguatezza del sistema elettorale Usa, quel che conta sono gli effetti e le conseguenze che tale elezione sta generando sui mercati finanziari. Dopo un inizio scoppiettante, nel quale ogni volta che Biden passava in vantaggio, i mercati azionari salivano e il dollaro scendeva, mentre il ritorno di Trump aveva generato i movimenti opposti, ovvero risk off, borse in discesa e dollaro in ripresa, la correlazione è decisamente cambiata nel momento in cui si è capito che comunque sarebbe stata una elezione incerta. Di fatto è probabile che chi vincerà non sarà certo di avere la maggioranza al Senato e alla Camera, e ciò ha generato un movimento al ribasso per il dollaro, tornato improvvisamente in correlazione dollaro-centrica, per cui abbiamo assistito alla discesa della divisa Usa contro tutte le principali valute. I mercati azionari Usa però hanno ripreso a correre con il Dow Jones che ha recuperato 2000 punti in poche sedute, dalla fine del mese scorso ad oggi. Anche l’oro è tornato sopra 1900 in correlazione diretta con i mercati azionari.

Ora però è il momento della pazienza, perché non sappiamo ancora come andrà a finire, ma certamente più il tempo passa, senza sapere chi sarà il vincitore e come saranno costituite le due camere in termini di pesi elettorali, più l’incertezza potrebbe cambiare le price action, con movimenti oscillatori volatili e irrazionali. L’EurUsd è tornato sopra 1.1700 e ora sembrerebbe pronto al test dell’area di 1.1770-80, cruciale per assistere ad un ritorno del trend rialzista. Rimane la coppia regina, sulla quale si concentrano la maggior parte dei flussi e che il resto del mercato segue. Eccetto il Cable che ha corretto al ribasso in ragione della risalita dell’EurGbp, legata più che altro alle aspettative di possibili tassi negativi da parte della Boe (che stamani alle 8 si pronuncerà sui tassi), il resto del mercato ha seguito EurUsd, con Aud e Nzd sugli scudi, mentre UsdJpy e UsdCad dono tornati sui supporto chiave in area 104.20 e 1.3120. I cross invece sono rimasti più stabili proprio in ragione della presenza di un mercato dollaro centrico che ha la caratteristica di renderli più neutri e meno volatili dei cambi originali. Sul fronte dati, segnaliamo la Boe stamani alle 8.00, i dati sul mercato del lavoro Usa alle 14.30, ma soprattutto la decisione della Fed di stasera, attesa ad un nulla di fatto, che sarà interessante da seguire in ragione di quel che ci dirà Powell, che potrebbe richiedere nuovi stimoli fiscali, su cui non c’è ancora accordo nella politica, ma potrebbe anche ribadire la necessita di maggiore espansione monetaria in virtù dell’aumento dei contagi ed il ritorno prepotente della seconda ondata pandemica. Staremo a vedere. Certamente rimane un periodo estremamente delicato, perché troppe sono le variabili e le incognite.

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani