La Corte Costituzionale tedesca decide il destino dell’Europa

Ieri pensavamo che la rinnovata forza del biglietto verde, in recupero contro le principali valute, avesse un seguito, ovvero proseguisse anche lentamente, ma in quella direzione. Ed invece, abbastanza sorprendentemente, la divisa americana ha ripiegato nuovamente, specie nei confronti delle oceaniche. L’unica valuta che non ha reagito è l’Euro, ma la ragione crediamo sia nota a tutti. Oggi è il 5 Maggio ed è il giorno della decisione della Corte Costituzionale tedesca, ovvero quel giorno in cui in Germana si capirà se per l’Europa vi sarà ancora un futuro. Se infatti la Corte dovesse pronunciarsi in modo negativo in merito all’azione della Bce relativa al Qe e al più recente programma Peep da 750 miliardi di Euro, pensato per far fronte all’emergenza Coronavirus, l’Europa potrebbe essere vicina ad un bivio e ad imboccare una strada senza ritorno, quella della sua capitolazione. Onestamente non crediamo che i tedeschi saranno tanto ingenui dal demolire una costruzione fatta a loro immagine e somiglianza e non crediamo che rinunceranno ai vantaggi indiscutibili di cui hanno goduto dalla nascita dell’Euro. L’Europa non è certo quella pensata dai padri fondatori, basata sulla solidarietà comune e aiuto reciproco, mentre quella attuale premia i più virtuosi lasciando indietro quelli meno virtuosi. In questa sede ci limitiamo a sostenere che per avere un’Europa veramente unita, non basta che i meno virtuosi facciano dei passi verso un deciso miglioramento dei loro sistemi, ma occorre buona volontà e solidarietà anche da parte dei più ricchi, come avviene per esempio negli Usa, dove la Fed redistribuisce crediti dei paesi più virtuosi a quelli meno e come da oltre 70 anni lo Stato Italiano fa tra il nord e il sud. Diciamo sempre che il sud debba crescere e cambiare strutturalmente, ma continuiamo giustamente ad aiutarlo nel segno dell’Italia unita e sapendo che l’emigrazione dal sud al nord, sia che si tratti di Italia, sia che si tratti di Europa, ha portato dei benefici ad entrambi. Non si capisce perchè anche l’Europa non debba sostenere lo stesso sforzo. Questo non esclude il fatto che chi è indietro debba fare qualcosa per cambiare.

Ritornando all’Euro, quindi, abbiamo notato come sia rimasto sotto pressione e come anche i suoi cross abbiano ripiegato, dopo giorni di recupero. E’ il caso di EurJpy, sceso a 116.20 da 117.75 del primo maggio, oppure EurGbp tornato in area 0.8750 da 0.8820 o ancora come EurAud, EurNzd ed EurCad che hanno perso qualche centinaio di pips sul ritorno delle oceaniche. Sulle oceaniche segnaliamo il ritorno di Aud e Nzd verso 0.6450 e 0.6075 cosi’ come AudNzd ha ripreso quota tornando a 1.0630. La Rba ha lasciato stanotte i tassi invariati allo 0.25%, un non evento come quasi tutti i dati macro di questo periodo che sembrano assolutamente poco significativi, essendosi discostati da quei livelli in cui anche piccoli cambiamenti risultavano significativi. Oggi, il fatto di vedere numeri che paiono irrealistici tanto sono eclatanti, rendono il tutto meno importante, in quanto sono stati talmente stravolti i parametri precedenti a causa della pandemia, che diventa inutile fare analisi su un calo del Pil del 9% o del 10 in pochi mesi, che tutti sanno essere un evento paragonabile ad una guerra. Pertanto si deve ragionare come se fossimo in una economia di guerra, contare i danni, e poi stabilire quanto occorre per ripartire, tutti insieme. La giornata di oggi sarà caratterizzata dall’attesa per La sentenza della Corte tedesca e i movimenti saranno ancora caratterizzati da trading range di breve, almeno fino al momento in cui arriverà la notizia. Pertanto occorre pazienza e saper aspettare.

 

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani