Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 05/03/2021

POWELL NON RIPORTA SERENITA’ AI MERCATI

Da lunedì scorso abbiamo puntato l’accento sulle forze che, nel mercato dei cambi, si stanno controbilanciando e che hanno creato una fase di trading range che abbiamo ampiamente previsto. Inoltre ieri, nel nostro commento scrivevamo “Pertanto se da Powell stasera ci aspettiamo ancora un atteggiamento dovish che potrà far ritornare il risk on sui prezzi, dall’altra crediamo che le forze in campo poi tenderanno a riequilibrarsi, riportando i prezzi nei trading range che abbiamo visto nelle ultime tre sedute”. Se osserviamo la dinamica dei prezzi valutari che si sono susseguiti ieri dopo l’intervento del Presidente della Fed scopriremo che le cose sono andate esattamente nel modo che avevamo ipotizzato. E tale fase laterale, che ha visto i prezzi oscillare nei range dell’ultima settimana, a nostro avviso continuerà per le ragioni che vi andiamo ad elencare. Powell ieri sera, ha dimostrato che gli strumenti di cui dispongono le banche centrali a livello di manovre di politica monetaria non sono poi così rilevanti. L’enfasi con la quale il Presidente ha cercato di minimizzare la questione dei rendimenti, puntando il dito contro gli obiettivi mancati di inflazione e occupazione, che necessiterebbero ancora per lungo tempo di espansione monetaria, lascia perplessi perché sembrano mostrare una certa paura che qualcosa possa scappare di mano. Perché, se il problema è tanto eclatante come sembra, la Fed non ha tagliato ulteriormente il costo del denaro? E’ parso evidente che gli strumenti a disposizione, dal lato della riduzione dei tassi, forse non sono così efficaci. Pare altresì altrettanto logico il fatto che il vaccino e il programma di somministrazione ai cittadini, che in America avanza spedito, porterà ad un inevitabile recupero della congiuntura economica, che a sua volta produrrà evidentemente effetti positivi su investimenti, crescita ed occupazione. In questo contesto ben poco può fare Powell per frenare l’ottimismo, per la verità ora ancora latente, che sarà inevitabile dopo un anno e passa di restrizioni, lockdown e recessione forzata. Il desiderio di ripartenza è troppo alto per poter essere frenato con semplici dichiarazioni.

Comprendiamo lo stato d’animo del Presidente ma abbiamo la netta sensazione che il mercato stia anticipando un tapering, prima o poi inevitabile. Ed è per tale ragione che andiamo dicendo che nel confronto tra le due forze in campo, Qe vs tapering, il momentum volge decisamente a favore della seconda. Il che lascia presupporre che il dollaro, fin qui bastonato per un anno intero, possa in qualche modo stabilizzarsi, se non proprio salire. Ed è la ragione per la quale insistiamo nel dire che potremmo assistere ad un prolungato periodo di trading range anche volatile, verso il quale dovremo abituarci. Sul mercato azionario non ci sbilanciamo allo stesso modo, nel senso che il trend di fondo resta apparentemente rialzista e probabilmente la correlazione intermarket equity-forex, potrebbe finalmente anche cambiare, proprio in ragione del fatto che il possibile futuro rialzo dei tassi cambierà le dinamiche e le correlazioni sul forex, facendo tornare i tipici carry trade. Oggi saranno pubblicati i payrolls: un dato negativo potrebbe far riemergere una debolezza di dollaro di breve termine che, a nostro parere, sarà temporanea.

Buon trading e buon fine settimana.

 

Saverio Berlinzani

 

 

 

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