Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 04/01/2021

ANNO NUOVO, TENDENZE VECCHIE

Il 2021 comincia così come era terminato il 2020, almeno per quanto riguarda i prezzi delle principali coppie valutarie. Il dollaro, infatti, resta debole e sostanzialmente venduto su ogni tentativo di correzione o rialzo e, parallelamente, il risk on sui mercati azionari continua a dominare la scena. Tutto ciò nonostante il fatto che la pandemia sia ancora nel pieno della sua espansione un po’ dappertutto, ma le speranze che entro quest’anno una buona parte della popolazione del primo mondo sia vaccinata, alimenta ancora questo risk on sui mercati finanziari. I temi sul tavolo sono sempre gli stessi, ovvero le conseguenze della firma dell’accordo di uscita del Regno Unito, ma soprattutto gli stimoli fiscali accettati dal governo Trump uscente, che alimentano la debolezza del biglietto verde. I dati che usciranno questa settimana negli Usa diventano, a tal proposito, la prima ragione di un eventuale movimento di inizio anno, a partire dall’Ism manifatturiero di domani, ma anche l’adp e i payrolls attesi per mercoledì e venerdì prossimi. Senza dimenticare le minute della Fed sempre a metà settimana.

Da un punto di vista tecnico possiamo anche pensare a qualche correzione della divisa Usa, soprattutto in ragione degli eccessi di ipervenduto che si notano negli ultimi giorni sui grafici giornalieri, e per il fatto che molti piccoli operatori tenderanno a shortare la divisa Usa solo ora, dopo mesi di discesa. Si creeranno quindi, forse, le condizioni per qualche correzione più o meno rilevante, magari quel ritorno, parlando di EurUsd, sul punto di breakout in area 1.2010-20, che non è mai ancora stato ritestato e che tecnicamente potrebbe dare la spinta ad un nuovo movimento verso 1.2560, sempre che non si vada a vederlo subito, senza passare per il retest del supporto. Tutto è certamente possibile, ma la tendenza di discesa della divisa americana sembra ancora avere momentum e potenzialità, almeno nel brevissimo. Entrando nello specifico, cari amici, osserviamo quel 1.2310-20 come area chiave di breve, con supporti invece che intervengono in area 1.2210 e 1.2160-70 area.

Sul Cable invece c’è una forza maggiore, in ragione dell’accordo Brexit che ha spinto la divisa inglese sopra le resistenze precedenti di 1.3625 con il test di 1.3.700 che poi rappresenta un minimo significativo visto già nel 2018 e precisamente il 26 febbraio. Un punto di swing che se violato, aprirebbe la strada al test di 1.4375-85, area di doppi massimi vista proprio due anni orsono. Insomma la strada è ancora lunga per la divisa britannica. Si indeboliscono anche gli altri dollari che la settimana scorsa sembravano tenere meglio di altri, ovvero UsdJpy, che è al test di 103.00, con la Boj che a nostro avviso comincia ad essere infastidita dal livello del biglietto verde, e UsdCad, al test di 1.2700 con possibilità di scendere ancora qualcosa prima di correzioni che comunque sembrerebbero dovute. Sulle oceaniche non c’è molto da dire se non che, a nostro parere, mantengono un momentum rialzista di breve e medio termine, con un dollaro incapace per il momento, di rialzare la testa. I livelli da osservare restano 0.8120 per AudUsd e 0.7400-10 per NzdUsd. Questi i possibili target ma, come ripetiamo spesso, il mercato offre sempre opportunità, in entrambe le direzioni, e bisogna imparare a saperle riconoscere in mezzo a tanto rumore. E secondo noi, per vedere qualche correzione, bisogna ancora attendere e aspettare conferme, che prima o poi arriveranno.

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani