Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 03/09/2020

La correzione del dollaro sembra avere forza

Il movimento del dollaro nelle ultime 24 ore, specie quello dell’EurUsd, comincia ad assumere contorni nuovi, nel senso che l’accelerazione ribassista a cui abbiamo assistito pare interessante, soprattutto alla luce della price action precedente, che pareva vedere una moneta unica inarrestabile, senza freni e capace anche di rompere 1.2000 senza alcuno sforzo. Ed invece, 200 pips di movimento in una seduta, per farci capire che forse dare per morto il biglietto verde è anch’esso un azzardo. Le posizioni short dollari sul mercato da parte degli istituzionali è di circa 350 miliardi di Euro, se contiamo i future e se consideriamo che rappresentano circa il 6-7% del totale dell’esposizione valutaria in moneta unica. L’esposizione dei retail che si osserva da alcuni circuiti che però non rappresentano certo l’intero mercato del commercio al dettaglio, è short euro e long dollari, ma in questi primi movimenti ribassisti di moneta unica, si osserva un calo di queste posizioni corte di moneta unica, segno che molti piccoli operatori, cominciano a vendere anch’essi divisa americana. Questo rischia di generare una bolla enorme sull’esposizione long e se qualche big player dovesse cominciare a vendere, beh l’accelerazione rialzista della divisa Usa e conseguentemente il ribasso dell’Euro potrebbero diventare una valanga.

Ecco che diventa importante quindi, osservare il movimento dell’EurUsd, osservando i livelli chiave. E dopo 200 pips, questi si avvicinano pericolosamente, con 1.1755-65 area cui fa seguito 1.1705-10 che rappresenta il vero livello chiave e intorno al quale a nostro avviso, potrà scatenarsi la vera battaglia che deciderà i destini delle due divise per i prossimi mesi. Se consideriamo infatti il minimo di marzo a 1.0618 e proiettiamo i numeri di Fibonacci rispetto al massimo, troviamo il livello di 1.1690 che si trova proprio intorno al punto cruciale di 1.1700, che se violato aprirebbe la strada alla discesa verso 1.1485 che rappresenta il 38.2% di correzione. Il 50% invece si trova a 1.1322 e il 61.8% a 1.1158. Ora, non vogliamo esagerare, tantomeno sovrastimare l’importanza di questi numeri, ma ci limitiamo a vederli come aree statiche di swing che possono coincidere con altrettanti livelli statici trovati e generati da massimi e minimi precedenti, una sorta di analisi basata in sostanza sulla price action. Dove c’è confluenza di questi livelli è più probabile che il mercato possa tenere. Vedremo, nel frattempo, cerchiamo di seguire la dinamica dei prezzi che vede l’EurUsd leader incontrastato, che comanda e che tutte le altre coppie valutarie, anche se con meno volatilità, seguono. In fondo l’interesse attuale, sembra essere quasi esclusivamente su questa coppia valutaria. Un’altra conferma è data dal fatto che la correlazione tra valutario e azionario è saltata, con il dollaro in recupero che coincide con borse che tengono i massimi, mentre sappiamo che dovrebbe essere il contrario e che in tali circostanze il risk off dovrebbe apparire anche sull’equity. Il Gold resta solido anche se scende, ma per iniziare un trend ribassista deve rompere 1910-15 prima e 1850 poi. La strada è lunga.

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani