Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 01/10/2020

Un mercato assuefatto dalle news

Trascorriamo ormai intere giornate a guardare i monitor, con i prezzi che sono sempre ancorati in quei range con scarse oscillazioni e peraltro limitate a poche valute, mentre le altre vengono trascinate nella stessa direzione per correlazione dollaro centrica. Il biglietto verde resta debole, anche se per ora la volatilità rimane abbastanza contenuta, e quasi esclusivamente contro Euro e sterlina, mentre le altre valute paiono addormentate e perennemente in ritardo nei movimenti rispetto ai cambi principali. I temi sono sempre gli stessi, ovvero elezioni americane, ora nel mirino, e la Brexit, la cui deadline è fissata per il vertice del Consiglio Europeo che si terrà il 14 e 15 ottobre, tra due settimane. Le parti stanno negoziando e non escludiamo che si arrivi ad un accordo anche leggermente in ritardo rispetto alla scadenza, Ma ieri la sterlina, inizialmente ha ceduto terreno, in ragione dei dati macro che hanno fatto registrare il peggior risultato trimestrale della storia, in relazione al Pil, un -19.8% che impressiona, e -21.5% su base annua. E c’è chi dice che il terzo trimestre sarà peggio, in relazione ai nuovi rischi di lockdown possibili dopo l’aumento importante dei numeri relativi ai nuovi contagi di Covid. Intanto la Bank of England, anche ieri, per voce del suo Governatore Bailey, ha ribadito che le autorità monetarie, stanno pensando ai tassi negativi, ma non sono ancora soddisfatte alcune condizioni per poterli applicare, oltre al fatto che ci si aspetta comunque un leggero rialzo dell’inflazione nei prossimi mesi, in ragione di una ripresa che, seppur lenta, continuerà a fare capolino. Anche negli Usa sono usciti i dati sul Pil che hanno evidenziato un calo su base trimestrale del 31.4%, il peggior numero di sempre, nonostante l’enorme immissione di liquidità della Fed e gli stimoli fiscali messi in atto dal Governo. E il debito pubblico, ha raggiunto la cifra record di quasi 27 trilioni di dollari, pari al 107% del Pil. Trump ha firmato un disegno di legge per finanziare provvisoriamente il Governo che altrimenti rischia la chiusura. I soldi arrivano fino all’11 Dicembre, poi o s rifinanzia o si chiude. Il Parlamento chiede la riduzione dello stimolo economico, di 1.5 trilioni di dollari, ma siamo ancora lontani dai numeri che chiedono i Dem, cioè 2.2 trilioni. La battaglia è aperta e anche su questo tema si giocherà la campagna elettorale.

Sul fronte delle price action EurUsd vicino a 1.1750 che, se violato, potrebbe aprire la strada a 1.1870-80. Anche AudUsd e NzdUsd, dopo alcune sedute in compressione, provano a riguadagnare terreno, e puntano alla rottura di 0.7200 e 0.6650, per tornare verso i massimi posti in area 0.7340-50 e 0.6800. UsdCad che non è riuscito a rompere le resistenze chiave poste a 1.3420 ed è sceso sui primi supporti rilevanti a 1.3280 ed ora punta a 1.3250-60 inizialmente e poi 1.3150, nel caso di rottura dei punti precedenti. UsdJpy sempre nel range 105.10-105.75, incapace di spostarsi da questi livelli di equilibrio. La sterlina è un capitolo a parte, perché è estremamente volatile e soggetta alle voci e rumors che continuano ad influenzarne la price action, EurGbp che dovrebbe per ora restare tra 0.9025 e 0.9155 area mentre il Cable potrebbe andare a testare le resistenze sopra 1.3000 o, nel caso di news negative sul fronte dell’accordo, a 1.2650. Restiamo vigili.

Buona giornata e buon trading.

Saverio Berlinzani