Analisi di Mercato

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 01/09/2020

La RBA eroga maggiore liquidità

Al momento, per i compratori di dollari, c’è ben poco da fare. Non sembra infatti che vi siano speranze di vedere qualche correzione al rialzo e i big players continuano imperterriti a comprare valute concorrenti, alimentando questo trend che pare inarrestabile. Sembra trattarsi ormai di una svalutazione competitiva della valuta statunitense, e in assenza di dichiarazioni che possano rallentarne quantomeno la discesa, non paiono esserci possibilità di ripresa. Questa notte la Rba ha mantenuto i tassi allo 0.25% ma ha anche deciso di ampliare le dimensioni del Term Funding Facility oltre che ad estenderne la durata. In altri tempi, ciò avrebbe rappresentato una buona ragione per vendere dollari australiani, dato l’atteggiamento estremamente dovish delle autorità monetarie del grande paese oceanico, mentre in questa occasione abbiamo assistito ad una accelerazione della valuta che ha guadagnato una cinquantina di pips ancora sul dollaro. La Rba comunque, ha deciso di ampliare il TFF attraverso finanziamenti aggiuntivi che verranno concessi alle ADI (Authorized Deposit-taking institutions), pari al 2% del loro credito in essere, ad un tasso fisso dello 0.25% e per tre anni. Ad oggi gli aiuti alle istituzioni finanziarie hanno raggiunto i 52 miliardi di dollari Usa, ma tale modifica sembra che possa portare ad un aumento di tali finanziamenti fino a 200 miliardi di dollari. Nello statement della Rba si legge inoltre che il TFF sta contribuendo a sostenere l’economia australiana attraverso una importante immissione di liquidità, ma i tassi di prestito sono comunque ai minimi storici. La Rba ha comprato titoli di Stato per 10 miliardi di dollari nell’ultimo mese, per sostenere il tasso di rendimento a tre anni allo 0.25%. Infine le autorità monetarie, dopo aver dato la propria rappresentazione di questo periodo storico, ha ricordato che il futuro della ripresa economica dipende essenzialmente dal contenimento del virus. L’occupazione è aumentata nei mesi di giugno e luglio, anche se si tratta di un rimbalzo di numeri ben peggiori dei mesi precedenti. Nello scenario ipotizzato, la disoccupazione salirà al 10% nel corso dell’ultimo trimestre, per poi scendere al 7% entro due anni. L’inflazione resterà intorno all’1% per il 2021 e 2022. L’economia però è sostenuta da un intervento coordinato delle politiche monetarie e fiscali e il bilancio del settore pubblico resta comunque in buon condizioni, il che consente il mantenimento di tale allentamento per un certo periodo di tempo.

Venendo al mercato, AudUsd che ha toccato quota 0.7400 superandolo leggermente. Ricordiamo che quest’area, compresa tra 0.7400 e 0.7500, andando indietro nel tempo, ha spesso rappresentato un’area rilevante di swing in cui il mercato ha frequentemente sbattuto, per dirla in gergo, correggendo ripetutamente, per poi ovviamente sfondarla e ritestarla. Ma è qualcosa che in passato, il mercato ha sentito. Vedremo se sarà così anche questa volta. Sul fronte delle altre coppie valutarie, segnaliamo un EurUsd ormai proiettato alla violazione di 1.2000, al di sopra del quale troviamo 1.2080 come target e quindi al di sopra i massimi di 1.2120-40 area, già toccati nel 2017 e 2018. Anche il Cable si avvia a quel fatidico 1.3508 del 12 Dicembre 2019, mentre per il UsdJpy la discesa sembra decisamente meno impulsiva e ha come possibili target i livelli compresi tra 105.10 e 20 e successivamente, in caso di rottura, anche 104.70 75 area e infine 104.20 25 al di sotto della quale non c’è molto fino a 101.00. UsdCad si avvicina anch’esso ai minimi del dicembre 2019 a 1.950-55 area mentre NzdUsd segue più a fatica AudUsd con il cross AudNzd nuovamente non lontano da 1.1000. I target di medio per NzdUsd sono comunque posizionati in area 0.6950-0.7000. Questo trend quindi persiste e nulla sembra in grado di limitarlo o fermarlo. Anche se siamo su eccessi, persiste, e occorre assecondarlo.

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani