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Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 22/10/2021

Analisi di mercato Saverio Berlinzani – 22/10/2021

AZIONARI SUI MASSIMI, VALUTE IN TRADING RANGE

La settimana sembra chiudersi senza grandi novità sul fronte delle price action di mercato. I mercati azionari hanno chiuso un’altra seduta in positivo, anche se percentualmente di poco, con i listini americani che restano sostanzialmente intorno ai massimi storici. Si tratta di una condizione di appetito al rischio sulle borse che non trova delle grandi spiegazioni logiche, se non quella relativa al fatto che ancora i Qe sono aperti e quindi la liquidità circola ancora sui mercati. Inoltre, probabilmente qualche investitore e/o analista, ritiene che il tapering verrà posticipato in seguito alla uscita degli ultimi dati macro, che effettivamente evidenziano un rallentamento della congiuntura che potrebbe far pendere la bilancia dalla parte di una maggiore prudenza da parte delle Banche Centrali nella riduzione degli acquisti di titoli. Ma risulta comunque una anomalia il fatto che questa possa essere considerata una buona ragione per accumulare ancora posizioni di esposizione al rischio e andare quindi a favore di un risk on che, a giudicare il quadro economico globale, parrebbe illogico. Le materie prime sono alle stelle, la congiuntura perde colpi, lasciano pensare ad una possibile stagflazione, e per contro abbiamo i mercati azionari che vivono perennemente sui massimi storici.

Anche sul mercato valutario ci sono anomalie e tra queste c’è il UsdJpy, che sale da sale senza soluzione di continuità da inizio 2021. Appare decisamente più logica la debolezza di UsdCad, che esprime un prezzo del petrolio sopra gli 80 dollari al barile, mentre sulle restanti coppie di divise, sorprende il Cable, tornato sopra 1.3800 dopo le dichiarazioni hawkish da parte del capo economista della Boe che parla di preoccupazione per il livello dell’inflazione (peraltro scesa nell’ultima rilevazione), che potrebbe costringere l’autorità monetaria ad alzare il costo del denaro. Non in ragione di una maggiore crescita, ma per i timori di un aumento dei prezzi dovuto alle strozzature nell’offerta delle catene di distribuzione. Un qualcosa che potrebbe addirittura far tornare i tempi della crisi petrolifera degli anni 70, quando stagnazione più inflazione erano state le cause principali della crisi. Siamo però dell’idea che prima o poi qualcosa accadrà: o si troverà una soluzione andando a rallentare la salita dei prezzi delle materie prime, oppure la crisi sfocerà in un ribasso dei mercati azionari, acquisti di Jpy e una possibile recessione nella maggior parte dei paesi del primo mondo. Nelle prossime settimane, quindi, dovremo osservare con grande attenzione le decisioni della banche centrali che a novembre potrebbero iniziare ad agire sulla riduzione degli acquisti di titoli, nonostante il rallentamento della congiuntura economica. Così almeno sembra, dopo le ultime dichiarazioni dei banchieri centrali. Ma attenzione, potrebbe variare il ritmo di riduzione di tali acquisti proprio alla luce del diverso stato della ripresa economica. Tutti ad aspettare, come al solito, Jerome Powell, mentre da questa parte dell’oceano atlantico, i responsabili della Bce hanno già fatto sapere che non vi sarà tapering per un bel po’ di tempo, dimostrando quindi una certa dose di buon senso. E’ altrettanto vero che le armi a disposizione delle autorità monetarie non sono più così ampie, ma ciò per il momento non preoccupa i mercati. Manteniamo quindi con attenzione i prezzi, cercando di operare all’interno dei trading range che, su molte coppie di valute, sono ancora il mantra di questo strano 2021.

Buona giornata e buon trading.

 

Saverio Berlinzani

 

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