I CFD sono strumenti complessi e presentano un rischio significativo di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. Il 69.6% di investitori al dettaglio perde denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore. Valuta se comprendi il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre questo alto rischio di perdere il tuo denaro.

Caduta degli Indici – Cosa succederà ancora?

Hidden link for fancybox

Mercato globale

Con ActivTrades accedi subito agli Indici internazionali e fai trading su S&P500 a partire da 0,5 punti.

Margini bassi

Apri posizioni con margini bassi e leva fino a 1:400.

Nessuna commissione

Negozia mini e micro lotti, 24 ore al giorno, senza commissioni né costi nascosti.


Negoziare gli Indici è a un solo click da te!

Apri un conto o Demo gratuita


2016: un avvio difficile per i mercati azionari

Pubblicato il 05 Febbraio 2016

A differenza del 2015, allorché i mercati sperimentarono una fase acuta di rialzo, il 2016 principia in maniera assai differente. Difatti, gli indici hanno continuato a precipitare: CAC40 ha perso fino all’11% dai primi di Gennaio, DAX ed EUROSTOXX50 si attestano al -12%, FTSE e MIB al -15%, DOW al -11%, S&P500 al -12%, Nasdaq al -13%, ASX al -9%, Nikkei al -15%, CSI300 al -19%…

Un ambiente ostico

I mercati hanno mostrato una sostanziale instabilità all’inizio del 2016 dopo aver raggiunto significativi livelli di volatilità nella seconda metà del 2015. La Cina appare come il maggior catalizzatore delle preoccupazioni: la svalutazione dello Yuan e l’accresciuta probabilità di una guerra delle valute, l’alta volatilità nel mercato azionario cinese a dispetto degli interventi del governo (iniezione di liquidità, riduzione dei tassi di interesse e delle riserve bancarie obbligatorie, cancellazione dei circuit-breaker, ecc. ecc.), il rallentamento della crescita cinese (6,9%) e la relativa fase di transizione all’interno della quale il paese si concentra sugli sforzi volti a far risalire l’indice interno dei consumi.

I mercati azionari sono stati particolarmente ostacolati da una crescita piuttosto fiacca nelle economie sviluppate, un’apparente frenata in quelle emergenti e il crollo dei prezzi nel comparto delle materie prime. Tutto ciò tralasciando la tensione geopolitica tra Iran e Arabia Saudita, i test militari sul nucleare in Corea del Nord o gli attacchi terroristici a livello mondiale.

Le politiche monetarie oltremodo accomodanti di diverse banche centrali, volte a stimolare la crescita e a far salire l’inflazione, non sembrano aver sortito gli effetti desiderati. Tale mancanza di risultati concreti è per giunta all’origine di seri dubbi sulla effettiva capacità delle banche centrali di risolvere la situazione.

Politiche monetarie (di nuovo) in soccorso dei mercati?

Le differenze tra le varie politiche monetarie si manifestano anche tra Europa e Stati Uniti, ove la Fed ha incrementato i tassi di interesse nel mese di Dicembre 2015 per la prima volta dal 2006 e continuerà verosimilmente ad alzarli ancora nel 2016 “a ritmo graduale e misurato”, in base alle statistiche (disoccupazione, salari, inflazione) e all’influenza delle condizioni economiche del mondo agli occhi degli Stati Uniti.

 

Mario Draghi ha annunciato, lo scorso 21 Gennaio, che i tassi di interesse resteranno ai bassi livelli attuali per un periodo prolungato e che la posizione sulla politica monetaria sarà rivista ai primi di Marzo affermando: “Non ci siamo posti alcun limite, nell’arco del nostro mandato, sulla durata né sulla portata delle azioni per mezzo delle quali raggiungere l’obiettivo di un’inflazione inferiore al 2% ma prossima ad esso”. Al termine del suo discorso, i mercati sono tornati in alto, agevolati da un leggero aumento dei prezzi del petrolio..

L’interrogativo a questo punto è: possono gli investitori guardare effettivamente oltre le attuali difficoltà e spostare quindi la loro attenzione sui fondamentali di ogni compagnia, valutando caso per caso?

Carlo Alberto De Casa

Capo Analista
Carlo Alberto De Casa è Capo Analista presso il broker londinese ActivTrades. Dopo aver collaborato con Bloomberg nella City di Londra, nel 2011 è entrato a far parte del Forex…

Più


Altro...


Altro...


Altro...