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la BREXIT spaventa i mercati

Published 10. 03. 2016

image1L’ipotesi “Brexit” spaventa i mercati o forse, vedendo l’andamento della sterlina in queste ultime settimane, quasi li terrorizza. Tutto ciò nonostante la maggior parte degli analisti ipotizzi l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea come uno scenario al momento relativamente lontano, stimabile intorno al 25% delle probabilità.

La partita di Cameron sembrava in discesa, grazie al generoso accordo strappato all’Unione Europea nel meeting del 17-18 febbraio, con ampie concessioni al Regno Unito, che avevano permesso all’inquilino di Downing Street di annunciare la data del referendum per il prossimo 23 giugno. La doccia fredda era però dietro l’angolo: il popolare sindaco di Londra Boris Johnson si ѐ infatti schierato con il fronte del “LEAVE”, spaccando il partito dei conservatori. Una mossa discutibile, che ha generato altre vendite sul pound, rendendo improvvisamente più impervia la strada di Cameron.

Sul fronte pratico le conseguenze di un’eventuale Brexit sono tuttora difficili da quantificare, anche se numerosi studi sul tema hanno ipotizzato una contrazione del Pil britannico nel breve periodo dell’ordine dell’1-2%, per via del calo della fiducia e dei minori investimenti dall’estero. Non sono poi da escludersi serie ripercussioni anche sul mercato immobiliare (con una situazione che potrebbe diventare rischiosa soprattutto a Londra, dove le case fra il 2012 ed il 2015 hanno messo a segno un rally rialzista del 50%, con il pericolo di una nuova bolla immobiliare).

Sulla scia di queste news il cambio fra la divisa di Sua Maestà ed il dollaro americano ѐ scivolato per la prima volta dal 2009 sotto quota 1,40, fino a 1,38. La sterlina si ѐ indebolita anche nei confronti dell’euro, con il rapporto EUR/GBP arrivato a sfiorare quota 0,80, quasi il 15% in più rispetto ai minimi toccati lo scorso luglio a 0,694.

Quali le prospettive per i prossimi mesi? Senz’altro possiamo attenderci ancora incertezza e volatilità. Se i mercati dovessero credere possibile lo scenario della Brexit potrebbe esserci spazio per nuove discese del pound, con l’eventuale attacco al supporto posizionato in area 1,35 sul cambio sterlina/dollaro (dove sono collocati i minimi da oltre 25 anni), per proseguire nell’attuale trend ribassista. Mentre il rapporto euro e sterlina potrebbe risalire oltre 0,80 (per poter stabilire un target piu’ preciso occorre poter analizzare quelle che saranno le mosse di Draghi sul fronte Quantitative Easing).

image2Viceversa se le nubi che offuscano il Big Ben dovessero diradarsi, il pound potrebbe agilmente tornare a oltre quota 1,45 nei confronti della banconota verde, con un cambio fra euro e sterlina sui valori visti nei mesi passati, indicativamente fra 0,72 e 0,76.

Carlo Alberto De Casa

Capo Analista
Carlo Alberto De Casa è Capo Analista presso il broker londinese ActivTrades. Dopo aver collaborato con Bloomberg nella City di Londra, nel 2011 è entrato a far parte del Forex…

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