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DAX: la battaglia tra orsi e tori

Pubblicato il 14.04.2016

Alla fine di Novembre 2015 l’indice DAX veniva scambiato al di sopra di quota 11.000 punti. Appena poche settimane più tardi, negli ultimi giorni di Gennaio 2016, esso ha raggiunto il minimo degli ultimi 15 mesi, attorno agli 8.700 punti.

I timori di un rallentamento nella crescita cinese, il crollo dei prezzi del greggio e il clima di incertezza attorno ai mercati sono stati tra le principali cause di un movimento così forte e rapido.

Una volta raggiunto il minimo nella seconda settimana di Febbraio, il trend è cambiato e i mercati finanziari hanno mostrato segni di recupero. La salita è poi proseguita in Marzo, aiutata dall’annuncio di Mario Draghi sul rafforzamento delle misure di stimolo già poste in essere dalla Banca Centrale Europea. Il successo di tali misure sarà probabilmente uno dei più importanti “market driver” per gli Indici europei nei prossimi mesi.

Non possiamo tralasciare la politica monetaria degli USA: le decisioni prese da Janet Yellen, che ha procrastinato il prossimo incremento dei tassi di interesse, ha giovato alla crescita degli indici, rendendo meno interessanti i bond emessi dal governo e stuzzicando l’appetito degli investitori per i mercati finanziari.

Da un punto di vista tecnico, il trend di medio termine rimane debole, con prezzi ancora lontani dai picchi raggiunti ad Aprile 2015, sopra I 12.000 punti. Inoltre, se il DAX dovesse scendere sotto il minimo di Febbraio (con un’importante area di supporto posta a quota 8.700 punti), potremmo assistere ad una nuova accelerazione ribassista.

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Per converso, potremmo cogliere il primo segnale rialzista qualora i prezzi riescano a superare l’area psicologica a quota 10.000 e la resistenza situata a 11.100 punti. È importante notare che in quest’area possiamo osservare sia una resistenza statica che una dinamica, la prima generata dai picchi precedenti e la seconda da un collegamento tra i precedenti picchi significativi. Solo in quel caso il DAX potrebbe tentare una difficile scalata ai livelli di resistenza successivi, situati rispettivamente a 10.400, 11.000 e quello più solido a 11.400 punti.

Carlo Alberto De Casa

Capo Analista
Carlo Alberto De Casa è Capo Analista presso il broker londinese ActivTrades. Dopo aver collaborato con Bloomberg nella City di Londra, nel 2011 è entrato a far parte del Forex…

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