Approfondimenti

Performance di tutto rispetto anche per il cotone

Con il commercio mondiale e le forniture statunitensi in aumento questo mese, le esportazioni americane sono superiori di 500.000 balle e le scorte finali sono superiori di 700.000 balle. Le scorte finali mondiali di cotone 2021/22 sono diminuite di 540.000 balle questo mese poiché un aumento del consumo mondiale di 1,4 milioni di balle distribuito nel 2021/22…Il consumo è previsto in aumento in entrambi gli anni per Pakistan, Bangladesh, Brasile e diversi Paesi più piccoli. Anche il consumo della Turchia è stato aumentato di 100.000 balle per il 2021/22 e quello del Vietnam è stato ridotto della stessa quantità a causa dei recenti problemi con COVID-19…si potrebbe continuare ad evidenziare un certo numero di dati importanti comunicati come di consueto mensilmente attraverso il report Wasde (World Agricultural Supply and Demand Estimates) da parte del Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti. Al netto dei report, sempre di gran rilevanza poiché mettono in luce una fotografia abbastanza dettagliata del contesto, certamente e senza timori di smentita, si può notare graficamente la performance molto dirompente di una materia prima molto importante, anche dal punto di vista storico. Sul grafico mensile e quindi attraverso una prospettiva di medio-lungo periodo, la quotazione è stata ricalamitata in area 91 centesimi di dollaro per libbra, al netto dei ritracciamenti che si sono palesati nelle recenti giornate di contrattazione. Il cotone è riuscito per una serie di fattori legati ad esempio all’aumento della domanda globale ed al cauto ottimismo relativo alla ripresa dell’economia mondiale, senza trascurare l’economia del dragone che anche per quel che riguarda la suddetta materia prima entra fortemente in gioco con il suo ruolo primario, tant’è che le stesse riserve di Stato proprio in Cina si sono notevolmente affievolite, nonostante il Paese risulti il primo produttore al mondo di cotone e poi bisogna ricordare anche una crisi di produzione , a causa di condizioni meteo e parassiti, che si è manifestata in Pakistan. Inoltre la domanda che supera i livelli di produzione genera chiaramente un ulteriore aumento dei prezzi. Già a partire da inizio anno, l’International Cotton Advisory Committee stimava per la fine della stagione 2020/21 una contrazione delle superfici destinate alla coltivazione del cotone nei principali Paesi produttori. Si è assistito sostanzialmente ad una vera esplosione della richiesta. Aumento della domanda anche da parte di Brasile ed India. In termini percentuali la crescita del prezzo del cotone, da un anno a questa parte, è cresciuta sino al 47%, numeri di tutto rispetto se pensiamo rispetto ai livelli di aprile 2020 quando la quotazione ha raggiunto i minimi di area 50 centesimi di dollaro per libbra, alimentando una certa preoccupazione per i produttori ed anche per gli stessi operatori. Molto ha pesato anche il contesto internazionale riguardante non solo le difficoltà acuite nel sistema trasporti ma anche il boicottaggio da parte dei grandi marchi legato alla questione molto critica relativa alla minoranza del popolo uiguro del territorio dello Xinjiang.

Nonostante l’effervescenza riscontrata, siamo ben lontani dai prezzi del 2008 o del 2011 quando la speculazione fece la sua parte, quando addirittura degli hedge funds cinesi furono multati dalla Commodity Future Trading Commission, senza trascurare la storica “crisi del cotone” che proprio nel 2011 ha generato l’accelerazione sino a lambire e superare 190 centesimi di dollaro per libbra. Al contrario, le discese degli ultimi tempi sono figlie anche della guerra commerciale. La Cina, ad esempio, nel 2019 ha imposto delle tariffe pari al 25% sulle importazioni dall’America di cotone, generando una prima diminuzione del prezzo.
Oggigiorno, dal punto di vista grafico, sul timeframe mensile, solo il superamento di area 93,80 centesimi di dollaro, che rappresenta una importante resistenza, può alimentare ulteriori fasi di acquisto e spingere il cotono sino ai prezzi del 2011 ma, allo stesso tempo, è fondamentale monitorare anche il grafico giornaliero poiché l’eventuale superamento al ribasso di area 88,30 è tale da generare nuove fasi di vendita e ricalamitare la quotazione e farla nuovamente veleggiare tra 80 ed 86 centesimi di dollaro per libbra.

 

 

Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”). Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni. Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.